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Quali sono gli oli più grassi?
È più leggero un olio di semi o l'olio di oliva? In quanti risponderebbero: "l'olio di semi!", ma si sbaglierebbero. L'idea che un olio di semi sia più adatto alle diete con pochi grassi non ha alcun fondamento, e forse deriva da certe campagne pubblicitarie che insinuano questa errata idea, oppure dal fatto che l'olio di semi appare meno denso, più "leggero".
In realtà oli di semi e oli di oliva ci forniscono, tutti indifferentemente, circa 9 Kcal per grammo. L'unica differenza è che l'olio di semi è insapore, quindi c'è il rischio di usarne di più, diversamente da un buon olio di oliva di cui bastano poche gocce per condire egregiamente un piatto.
Una differenza invece reale è che l'olio di oliva, il cui componente principale è l'acido oleico (un acido monoinsaturo), risulta essere meglio tollerato dallo stomaco. Il nostro stomaco, infatti, per digerire un olio di semi fa uno sforzo significativamente superiore che a digerire un'uguale quantità di olio di oliva; maggiore ancora è lo sforzo digestivo se si tratta di olio di mais.
Di certo gli oli di semi e quelli di oliva si differenziano sotto molti aspetti, ma per quanto riguarda l'apporto calorico, cioè la quantità di energia che forniscono al nostro organismo e la quantità di materia grassa che contengono, sono perfettamente identici.
Qual è l'olio migliore per friggere?
L'azienda Rinaldi consiglia per la frittura, che deve sempre risultare croccante e dorata, di utilizzare l'olio d'oliva, che non si deteriora eccessivamente durante la cottura e che resiste bene alle alte temperature, avendo altissime quantità di acido oleico.
In linea generale, infatti, quando durante la frittura un olio comincia a fumare (punto di fumo) significa che la sua struttura si sta alterando e che può generare dei composti dannosi per l'organismo.
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Perché l'olio pizzica in gola?
Perché spesso, quando gustiamo un olio di oliva e in special modo l'extra vergine, abbiamo la sensazione che ci pizzichi in gola? Si tratta forse di un difetto?
Assolutamente no!
Questa sensazione è dovuta ai composti fenolici, preziosi componenti naturali che caratterizzano l'olio di oliva dal punto di vista organolettico (ovvero ne segnano il gusto) e lo proteggono durante la conservazione grazie alla loro forte azione antiossidante. La frangitura delle olive deve avvenire proprio quando queste sono più ricche di composti fenolici, e sta all'agricoltore accorto individuare il momento giusto.
La percezione del pizzicore nell'olio di oliva ne attesta pure la recente produzione. Infatti questa sensazione tenderà a ridursi fino a scomparire con il passare dei mesi.
Tutto ciò, comunque, non significa che un olio che non pizzica sia di bassa qualità. Per un prodotto naturale come l'olio di oliva i fattori in gioco sono molti (come fattori ambientali e climatici, l'età della pianta, la posizione dell'oliveto), e quindi può accadere che un olio non produca questa sensazione ma sia ugualmente ottimo.
- Indice pagine
- Quali sono gli oli più grassi?, Qual è l'olio migliore per friggere?, Perché l'olio pizzica in gola?
- Come si fa l'olio d'oliva?, Semplici regole per un olio di qualità, Olio e vino
- Pregiudizi da sfatare
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